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Come comportarsi all'estero in modo decoroso e rispettoso

Viaggiare all'estero spesso comporta alcuni errori di galateo: infatti molte volte ci comportiamo come si farebbe nel nostro paese d'origine, anche se a volte le nostre regole non valgono o, addirittura possono provocare grandi problemi.

Come comportarsi all'estero in modo decoroso e rispettosoIn questo senso comportarsi all’estero in maniera corretta costituisce una buona norma sia per figurare bene, ma anche per non incappare in incidenti o situazioni spiacevoli.

Per questo motivo prima di viaggiare all’estero è bene interrogarsi su argomenti solitamente privi di grandi problematiche per noi, come per esempio:

  • lasciare o non lasciare la mancia,
  • arrivare in ritardo o puntuali,
  • lasciare qualche avanzo nel piatto.

Eccovi alcuni esempi di come comportarsi all’estero in modo corretto per quanto riguarda l'etichetta a tavola e i comportamenti cosiddetti tabù.

ARGENTINA E BRASILE
Nel momento in cui vi capiterà di viaggiare all’estero in Argentina e in Brasile, ricordate che i tempi per i pasti sono dilatati e simili a quelli degli spagnoli. Arrivare in ritardo sull'orario stimato è poi la normalità, mentre presentarsi puntuali ad un'occasione informale è un'idea molto infelice. Nessuno arriva prima di mezz'ora o un'ora di ritardo, specie a un party o a una cena con molte persone.

ASIA
In Asia generalmente la mancia in denaro contante non è ben vista: meglio infatti offrire il denaro in una busta, o fare un piccolo omaggio alle cameriere dell’hotel. In Asia è inoltre opportuno non toccare mai nessuna parte del corpo di qualcun altro con il piede, e in tal caso scusarsi subito. Inoltre non è bene indicare con il piede né oggetti, né tantomeno le persone.
Infine fa parte dell’etichetta del viaggiare all’estero in paesi asiatici non toccare mai la testa o arruffare i capelli di qualcun altro: infatti se il piede è considerato la parte meno nobile del corpo, la testa è spiritualmente quella più alta. Per questo il sedersi su un poggiatesta è considerata una grave mancanza di rispetto.

AUSTRALIA
Sempre rimanendo nell’ambito di come comportarsi all’estero in modo decoroso, in Australia molte regole della nostra informalità sono la norma, e possono lasciare spiazzati.: infatti se ad esempio si viene inviati per un “barbie”, si intende un barbecue; tuttavia ciò non significa che si è invitati a mangiare. Portare le proprie bevande e il proprio cibo è la prassi, e arrivare comunque con del cibo da condividere con gli altri ospiti è assolutamente doveroso, non solo in occasioni fra famigliari e amici fraterni.

Se si viene invece inviati ad un “afternoon tea”, ci si può presentare fra le 18 e le 20, per quello che sarà un pasto vero e proprio. La cena, composta anche solo da un caffè con una fetta di dolce, verrà infatti servita a tarda sera.

Se infine si esce al pub con gli amici si tende ad offrire un “giro” per uno, pagando una bevuta singola per tutti. Ordinare da soli è invece considerato poco elegante.

EGITTO
Se nel viaggiare all’estero vi capiterà di recarvi in Egitto, ricordatevi che prima di entrare in una casa è sempre buona norma togliersi le scarpe.

In secondo luogo è bene non presentarsi mai a mani vuote, e tendenzialmente sono perfetti a tale scopo i dolci. Offrire thè o caffè è parte dell'ospitalità, e rifiutare tale offerta è da veri cafoni; quindi è meglio accettare e limitarsi a bere qualche sorso.

A tavola invece, offrire più volte il cibo è un modo per essere cordiali; quindi è meglio servirsi prima di una piccola porzione, e poi accettare il bis, o comunque accettarlo di buon grado, simboleggiando l’apprezzamento per lo chef.

Per indicare che si è sazi, e che il pasto è stato abbondante e soddisfacente, si lascia infine sempre un po' di cibo nel piatto. Al ristorante la mancia è normalmente inclusa, ma si può aggiungere un 5% se si è gradito particolarmente.

FRANCIA
Se invece volete capire invece come comportarsi all’estero in modo impeccabile, pur restando all’interno dei confini europei, sappiate che in Francia mangiare con le dita, anche al fast food, è davvero poco educato, e non ci sono cibi che si salvano dall’uso di coltello e forchetta, sia al ristorante che a casa di amici. Fare “la scarpetta” è poi il massimo dell'ineleganza.

Al ristorante invece una piccola mancia è d'obbligo, anche se il servizio è stato modesto. Una quota è già inclusa nel conto, e basta aggiungere il 5% all’importo totale. In generale quando si è al ristorante non bisogna mai chiedere sale, pepe o altro condimento per il piatto che ci è stato servito: lo chef infatti potrebbe risentirsi. Rifiutare invece di assaggiare qualcosa, casi di allergie a parte, è considerato ineducato.

GIAPPONE
Se nel vostro viaggiare all’estero per lavoro o piacere vi capiterà di recarvi in Giappone, sappiate che qui vigono regole completamente diverse dalle nostre, anche a tavola.

Ad esempio mangiare rumorosamente le zuppe e gli spaghetti, facendo il risucchio, è assolutamente normale. Poco igienico e poco carino è invece usare i propri bastoncini per passare o offrire il cibo a qualcun altro: infatti il commensale si servirà da sé dal piatto comune.

Invece davanti a una bevanda alcolica ci si deve premurare di offrirla e servirla prima a tutti i commensali, e solo in seguito riempirsi il bicchiere. Servirsi da sé è quasi una dichiarazione di alcolismo.

Infine prima di entrare nelle vasche da bagno, in Giappone è usanza lavarsi le mani: non farlo ha infatti lo stesso significato di farci la pipì dentro.

GRECIA
Tra i consigli su come comportarsi all’estero, passiamo ora in rassegna quelli da osservare in Grecia.

Proporre un brindisi a tavola, se si è ospiti ad una cena, è un gesto di rispetto. Si può fare per primi, e in questo caso il padrone di casa ricambierà a fine serata; viceversa se è lui a proporre il primo brindisi, non ci si dovrà dimenticare di replicare.

Sempre durante la cena, accettare o chiedere il bis è come in molti paesi mediterranei sinonimo di aver gradito, nonché un ottimo complimento al cuoco, mentre lasciare qualcosa nel piatto è considerato scortese: meglio infatti finire tutto.

NEPAL
In Nepal è un grave segno di maleducazione scavalcare le gambe di un altro, ad esempio quando è disteso in terra. La stessa cosa vale se si è in un tempio: infatti non bisogna passare sopra (il cuscino su cui si siede un monaco.

RUSSIA
Se invece vi capiterà di viaggiare all’estero verso città della Russia, sappiate che porta sfortuna stringersi la mano sulla soglia di casa. Per esempio, se un fattorino Pony-Express porta la pizza a domicilio, questo effettua la transazione o in casa o fuori, ma mai sulla soglia d'ingresso.

SPAGNA
Le abitudini alimentari degli spagnoli prevedono il pranzo non prima delle h 14-15, e la cena non prima delle 21-22. Se si è invitati a casa di qualcuno, è meglio arrivare verso tali orari, perché presentarsi alle 20.30, con una o due ore di anticipo, sarebbe quantomeno bizzarro. La mancia non è utilizzata, ma contare i centesimi del resto fino all'ultimo non è particolarmente elegante: è infatti meglio fare cifra tonda, o lasciare gli spiccioli sul tavolo.

TURCHIA
Infine, tra i consigli utili su come comportarsi all’estero, passiamo in analisi le abitudini della Turchia.

Innanzitutto è risaputo che i turchi fumano molto, anche a tavola; quindi ci si deve fare l'abitudine , e chiedere di smettere per la durata del pasto risulterebbe scortese.

A livello di ospitalità sappiate invece che non hanno rivali, e se qualcuno vi invita fuori è sottinteso che pagherà il conto di tasca propria: non si usa Infatti dividere il conto, ma ricambiare è d'obbligo, e nel caso delle vacanze, ripartire senza aver fatto lo stesso non è per nulla educato.

In Italia ospitare a casa propria uno straniero non sottintende che lui si debba sdebitare, mentre a Istanbul sì. Essere puntuali e presentarsi con un regalo è, come si dice, il minimo. E finire tutto quello che c'è nel piatto sinonimo di aver apprezzato il pasto.

Infortunistica Veneta: gestione degli infortuni

Infortunistica Veneta tutela i vostri interessi, perché possiate ottenere il giusto risarcimento da infortuni o sinistri di qualunque tipologia.

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Cosa dicono di noi e di come lavoriamo.

Pietro

Quando divenni cliente di Infortunistica Veneta ero sul letto di un ospedale: a seguito di un terribile incidente stradale la mia vita era appesa a un filo. A seguito di un forte trauma a una vertebra cervicale e una lesione spinale la mia aspettativa di tornare a camminare era bassissima.

Giuseppe

Mi chiamo Giuseppe, ho 53 anni e mia madre è morta per un’infezione ospedaliera. Nel 2013 aveva 85 anni: un giorno cadde in casa, si ruppe un femore, fu ricoverata in un ospedale della provincia di Bologna e subì quello che può essere considerato un intervento di routine.

Paola

Il vero risarcimento per la morte di mio fratello è stata l’umanita! Un incidente stradale mi ha strappato mio fratello. Sono stati giorni, mesi e anni terribili e oggi, ancora, non riesco a parlarne senza soffrire profondamente per l’ingiustizia terribile per quello che successe.

Pietro

Mi chiamo Pietro Orlando, avevo 63 anni, e finalmente mi stavo godendo la pensione, quando un incidente stradale d’un tratto mi ha cambiato la vita. Una macchina che attraversava il paese nel senso opposto al mio, ha mancato una precedenza e svoltando mi ha colpito in pieno.

Ermanno

Mi chiamo Fogli Ermanno e sono un cliente riconoscente a Infortunistica Veneta. Avevo 32 anni, ero fermo a uno stop pronto a immettermi sulla Romea, quando come un fulmine che squarcia il cielo mi piombò addosso un camion che aveva perso il controllo.

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