Malasanità

Nel 2002 una signora si presentò alla nostra sede di Cavarzere raccontandoci che - circa due mesi prima – il marito aveva accusato forti dolori al petto, mentre era in casa.

La signora chiamò ovviamente il 118 riportando i gravi sintomi del coniuge. L’ambulanza tardava ad arrivare e, dopo poco, la signora riceveva una telefonata dal 118 che l’avvertiva di un ulteriore ritardo, perché l’autista non trovava l’abitazione.

Arrivata l’ambulanza, i familiari si rendevano conto che non vi era un medico ma solo del personale non specializzato, i quali perdevano tempo facendo prima vestire il paziente poi chiedendo ai presenti se preferivano un trasporto all’ospedale di Adria o a quello di Chioggia, più o meno equidistanti.

Durante il trasporto il paziente ebbe una crisi e gli operatori chiamarono l’ospedale chiedendo di inviare un’auto con un medico a bordo. Durante il tragitto furono prestati i primi soccorsi fino poi arrivare all’uso del defibrillatore per compiere una stimolazione cardiaca; nonostante ciò il paziente entrò in coma e dopo circa 7 mesi morì.

Tramite il nostro studio, dopo aver fatto studiare attentamente il caso a professori universitari di Bologna, fu avanzata una richiesta danni sia all’azienda sanitaria che alla ditta che aveva in appalto il servizio di ambulanze.

Le richieste di raggiungere un accordo transattivo furono rifiutate e, anzi, venimmo presi in giro dalla nostre controparti che ci accusavano di delirare; come se non bastasse, la ditta che gestiva le ambulanze fallì.

La moglie ed i due figli -gli eredi nostri assistiti - volevano arrendersi, anche perché non avevano a disposizione fondi per intraprendere una causa civile.

La nostra struttura mise a disposizione degli eredi uno studio legale di prim’ordine, anticipando tutte le spese; una volta giunti alla CTU l’elaborato peritale stilato dal consulente nominato direttamente dal Giudice affermò chiaramente che le cause della morte erano da far risalire ad errori commessi durante il soccorso.

La conseguente sentenza fu favorevole per i nostri assistiti.

Per dare un servizio maggiore ed una tutele “illimitata”, riuscimmo in seguito a raggiungere un vantaggiosissimo accordo stragiudiziale (vale a dire direttamente con l’assicurazione che garantiva la azienda sanitaria) che sostanzialmente prevedeva:

  • risarcimento economico in capo ad ogni erede;
  • spese legali e peritali a completo carico della parte soccombente;
  • accordo che la sentenza non sarebbe stata appellata

Infortunistica Veneta: gestione degli infortuni

Infortunistica Veneta tutela i vostri interessi, perché possiate ottenere il giusto risarcimento da infortuni o sinistri di qualunque tipologia.

Affidarsi a professionisti dell’infortunistica come il nostro staff significa beneficiare di una consulenza e di un’assistenza professionale atta ad alleggerire una situazione per voi già pesante. Tutta la parte burocratica relativa alla gestione del risarcimento da infortuni - periti, raccomandate, adempimenti di legge ecc. - diventeranno il nostro compito quotidiano, facendo valere i vostri diritti nelle sedi opportune nel minor tempo possibile e puntando ad una soluzione realmente equa.

Infortunistica Veneta: gestione degli infortuni

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Cosa dicono di noi e di come lavoriamo.

Pietro

Quando divenni cliente di Infortunistica Veneta ero sul letto di un ospedale: a seguito di un terribile incidente stradale la mia vita era appesa a un filo. A seguito di un forte trauma a una vertebra cervicale e una lesione spinale la mia aspettativa di tornare a camminare era bassissima.

Giuseppe

Mi chiamo Giuseppe, ho 53 anni e mia madre è morta per un’infezione ospedaliera. Nel 2013 aveva 85 anni: un giorno cadde in casa, si ruppe un femore, fu ricoverata in un ospedale della provincia di Bologna e subì quello che può essere considerato un intervento di routine.

Paola

Il vero risarcimento per la morte di mio fratello è stata l’umanita! Un incidente stradale mi ha strappato mio fratello. Sono stati giorni, mesi e anni terribili e oggi, ancora, non riesco a parlarne senza soffrire profondamente per l’ingiustizia terribile per quello che successe.

Pietro

Mi chiamo Pietro Orlando, avevo 63 anni, e finalmente mi stavo godendo la pensione, quando un incidente stradale d’un tratto mi ha cambiato la vita. Una macchina che attraversava il paese nel senso opposto al mio, ha mancato una precedenza e svoltando mi ha colpito in pieno.

Ermanno

Mi chiamo Fogli Ermanno e sono un cliente riconoscente a Infortunistica Veneta. Avevo 32 anni, ero fermo a uno stop pronto a immettermi sulla Romea, quando come un fulmine che squarcia il cielo mi piombò addosso un camion che aveva perso il controllo.

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